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L’intervallo: le tematiche sollevate dai bambini e dai giovani

Avatar: Riponne Tunnel Riponne Tunnel

Questo articolo raccoglie gli elementi salienti ricorrenti emersi nel corso dei laboratori e delle passeggiate con bambini e giovani nell’area di Place du Tunnel. Sono strutturati per “temi” per offrire una panoramica della loro attuale rappresentazione nell’immaginario del pubblico giovane.

Nel cuore dell’isolato

Tra la Place de la Riponne e la Place du Tunnel si trova un’area interna all’isolato davvero particolare. Per alcuni è uno spazio frequentato quotidianamente, per altri è del tutto sconosciuto o addirittura segreto. In ogni caso, il centro dell’isolato di rue des Deux-Marchés è uno spazio a sé stante, percepito come collegato ai quartieri del nord (Tunnel, Borde, ecc.) e non a Place de la Riponne. Le dimensioni del luogo e lo scarso traffico automobilistico ne fanno un luogo che contrasta con ciò che lo circonda e che può essere più facilmente fatto proprio dai passanti.

Un altro aspetto saliente del cuore dell’isolato è il contrasto tra i diversi elementi che lo compongono. Da un lato si trova un fronte con piani terra animati da negozi, in un tessuto edilizio storico di medie dimensioni che presenta colori vivaci e numerosi dettagli sulle facciate. D’altra parte ci si trova di fronte a un edificio di grandi dimensioni, uniforme e grigio, che ospita un parcheggio interno ai piani più accessibili ai pedoni. Questo forte contrasto tra i due edifici viene percepito dai giovani e dai bambini e solleva molte domande.

Questo spazio al centro dell’isolato si distingue dagli spazi circostanti anche per la presenza di vegetazione al suo centro. Nonostante questa piccola oasi verde, i bambini e i giovani sottolineano che non c’è realmente modo di fruire di questo spazio verde e che non è accogliente.


Ancora e sempre parcheggi

Proprio come le arterie stradali, i parcheggi occupano un posto importante nell’area del Riponne-Tunnel, sia che si trovino in superficie, nel sottosuolo o ai piani degli edifici. Nonostante il loro carattere statico e temporaneo, i bambini non considerano queste aree come spazi pubblici di cui possano appropriarsi e pochissimi vi vedono un potenziale.

Il punto di vista dei giovani riguardo ai parcheggi e all’uso dell’auto in città è contrastante. Alcuni ritengono che la possibilità di raggiungere il centro città in auto sia necessaria e utile, mentre altri vorrebbero che questi spazi venissero trasformati per lasciare più spazio ai pedoni.


Più colori per una città più vivace

I giovani e i bambini sono sensibili all’aspetto della città che li circonda, in particolare per quanto riguarda i suoi colori. In generale, secondo questo pubblico, mancano i colori nel perimetro cittadino. Gli elementi colorati sono percepiti come legati alle attività e ai possibili utilizzi degli spazi pubblici e privati; sono elementi attraenti, al contrario del grigio, che ha una connotazione stradale, sinonimo di pericolo e di divieto.

Per i più piccoli, la pavimentazione riveste grande importanza e molti sottolineano la monotonia e l’uniformità delle «superfici grigie» della strada, dei parcheggi o della piazza. Oltre ad essere monotono, il grigio è anche associato al linguaggio stradale e risulta quindi a loro inaccessibile.

Per quanto riguarda i colori, lo sguardo degli adolescenti si sofferma in particolare sugli elementi verticali, come le facciate degli edifici. Infatti, apprezzano le facciate colorate degli edifici storici che costeggiano la Place du Tunnel e la Rue des Deux-Marchés, nonché il soffitto del sottopassaggio presso l’edificio Riponne 10, in direzione della Grenette. Per loro si tratta di elementi che rallegrano la città e le danno vita. Li percepiscono chiaramente come un aspetto di qualità nel paesaggio urbano. La qualità dei colori in città può, secondo loro, assumere diverse forme: immaginano ad esempio affreschi di arte murale, come quello verso la Grenette, sulle grandi facciate cieche del tunnel, oppure un’illuminazione colorata e dinamica sulle facciate degli edifici iconici.


La Grenette: uno spazio di convergenza

La parte inferiore dell’edificio amministrativo cantonale è separata dal resto della piazza della Riponne dalla strada di accesso al parcheggio, e rende la Grenette un luogo a sé stante agli occhi dei bambini piccoli. Il luogo è ben conosciuto dai più piccoli, mentre è praticamente sconosciuto agli adolescenti. Ciò è dovuto alla presenza dell’Halte Jeux de la Grenette, frequentata e molto apprezzata da numerosi bambini. La vicinanza al bar della Grenette consente sinergie di utilizzo molto apprezzate grazie all’effetto di giustapposizione: è un luogo dove tutti possono ritrovarsi – genitori e bambini incontrano lì i rispettivi amici – e mescolarsi con gli altri clienti, dai profili più disparati.

Nonostante i giovani trovino l’allestimento del bar della Grenette molto accogliente, i percorsi di circolazione tracciati sul pavimento dell’Halte Jeux molto divertenti e la gestione dello spazio molto “libera”, conoscono questo luogo solo in misura molto limitata. Ciò è in parte dovuto al fatto che il potere d’acquisto dei giovani è relativamente basso e che i luoghi di consumo non rappresentano ai loro occhi spazi facilmente accessibili.


I microcosmi: una questione di scala per l’appropriazione dello spazio pubblico

Simili a delle oasi, i microcosmi sono piccoli luoghi all’interno della città. Si tratta di spazi di modeste dimensioni in cui i bambini si sentono protetti e al sicuro, nonostante la vicinanza a strade o altri spazi rumorosi. Questi luoghi sono per loro punti di riferimento che fanno parte della loro mappa mentale quotidiana della città. Il rapporto dei bambini con la città è diverso da quello degli adulti per il semplice fatto che sono ancora piccoli. Il loro punto di vista è molto più basso di quello di un adulto e la loro percezione dello spazio è quindi diversa. L’immagine che i bambini si fanno della città sembra spesso suddivisa in piccoli spazi, e non è perché questi sono piccoli che non va bene, anzi! Questa suddivisione rivela forse una ricerca di rifugio o di una dimensione domestica lontana da quella degli spazi pubblici circostanti.

Le discussioni e i laboratori con i bambini hanno rivelato che i microcosmi non si trovano solo negli spazi pubblici, ma possono essere presenti anche in spazi privati come i negozi. Infatti, i negozi di rue du Tunnel svolgono proprio questo ruolo. I bambini che vivono o frequentano la strada conoscono bene i negozianti (che a volte sono genitori o amici dei loro genitori). I negozi diventano luoghi di socializzazione, di vicinato e quindi di aiuto reciproco per la cura dei bambini.

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